ottantacinque

085 silvia boano

Il mondo è composto da milioni, miliardi di palline di tutti i colori.

Poi un giorno arriva uno che ti dice: lo vedi quella pallina viola cosa sta facendo….

Un altro scrive: io ho visto due palline viola che…….

Leggi sul giornale che laggiù una pallina viola……..

E quel video ti mostra delle palline viola contro…….

Anche il tuo amico ti racconta di quella volta che una pallina viola…….

Per non dire di tutti quelli che ti dicono che le palline viola vogliono…..

 

E tu pensi che il mondo sia viola.

 

Standard

ottantaquattro

084 marcello moneta

Te ne sei accorto, sì
Che parti per scalare le montagne
E poi ti fermi al primo ristorante
E non ci pensi più
Te ne sei accorto, sì
Che tutto questo rischio calcolato
Toglie il sapore pure al cioccolato
E non ti basta più
Ma l’hai capito che non serve a niente
Mostrarti sorridente
Agli occhi della gente
E che il dolore serve
Proprio come serve la felicità
Te ne sei accorto, sì
Che passi tutto il giorno a disegnare
Quella barchetta ferma in mezzo al mare
E non ti butti mai
Te ne sei accorto no
Che non c’hai più le palle per rischiare
Di diventare quello che ti pare
E non ci credi più
Ma l’hai capito che non ti serve a niente
Sembrare intelligente
Agli occhi della gente
E che morire serve
Anche a rinascere
La verità
È che ti fa paura
L’idea di scomparire
L’idea che tutto quello a cui ti aggrappi prima o poi dovrà finire
La verità
È che non vuoi cambiare
Che non sai rinunciare a quelle quattro, cinque cose
A cui non credi neanche più
La verità
È che ti fa paura
L’idea di scomparire
L’idea che tutto quello a cui ti aggrappi prima o poi dovrà morire
La verità
È che non vuoi cambiare
Che non sai rinunciare a quelle quattro, cinque cose
A cui non credi neanche più
(B.S.)

 

 

Standard

ottantadue

082 elisa castells

Non è detto che Paolo Guidotti creda a tutto quel che dicono gli studenti della quinta cat quando gli descrivono i loro studi ed i loro progetti, ma certo il professore continua ad ascoltare i giovani con più curiosità e attenzione che ogni persona. Nella vita dei professori c’è un momento, che segue all’orgoglio per gli studi fatti, alla malinconia e al sollievo di sapere che presto rinunceremo a conoscerli e a comprenderli; un senso come di vuoto che ci prende una sera con l’odore del mare dopo la pioggia e della cenere di faggio che si raffredda nel camino; una vertigine che fa tremare i torrenti e le colline affacciate sul suo mar mediterraneo, spegne la televisione sulle notizie che ci annunciano il franare degli ideali dei giovani di sconfitta in sconfitta, e chiude le news di potenti mai sentiti nominare che implorano di diffondere la cultura in cambio di una paga misera, una sicurezza incerta e vacanze estive: è il momento disperato in cui si scopre che questa vita che ci era sembrata meravigliosa è uno sfacelo senza fine forma, che la sua corruzione è troppo radicata perché il nostro lavoro possa mettervi riparo, che la vittoria sull’ignoranza ci ha fatto eredi del suo retaggio. Solo nei resoconti degli studenti, Paolo Guidotti riusciva a discernere, attraverso i loro disegni e le loro paure destinate a crollare, la filigrana d’un disegno così sottile da sfuggire al morso delle termiti.

liberamente tratto da “Le città invisibili” di Italo Calvino

Standard